Fori Imperiali

Fori Imperiali

Via dei Fori Imperiali. (Apri Mappa)

Descrizione

I Fori Imperiali sono cinque grandi piazze monumentali costruite nel cuore di Roma in un secolo e mezzo, tra il 46 a.C. e il 113 d.C., da Giulio Cesare e dagli imperatori fino a Traiano. Si stendono tra Campidoglio, Quirinale e Colosseo, tagliati in due da via dei Fori Imperiali.

Non vanno confusi con il Foro Romano, la vecchia piazza della Repubblica cresciuta un pezzo alla volta. Qui ogni piazza fu un progetto unico, voluto da un solo uomo, con portici, un tempio sul fondo e statue: architettura e propaganda insieme.

Del Foro di Cesare restano le tre colonne del tempio di Venere Genitrice, rialzate sul loro podio: Cesare diceva di discendere dalla dea attraverso Enea. Accanto, il Foro di Augusto conserva il podio del tempio di Marte Ultore e l'altissimo muro di pietra che lo separava dalla Suburra, il quartiere popolare.

Il Foro di Traiano, il più vasto, si chiudeva sul fondo con la Basilica Ulpia, di cui sono tornati alla luce i resti. Alle sue spalle svetta intatta la Colonna Traiana, e sul fianco del Quirinale salgono in mattoni rossi i Mercati di Traiano.

Più nascosti il Foro di Nerva, stretto come un corridoio di passaggio, e il Tempio della Pace di Vespasiano: un giardino con vasche e statue, quasi un museo all'aperto, con una parete rivestita dalla grande pianta di Roma incisa su lastre di marmo.

Cesare pagò di tasca propria i terreni della sua piazza, e fece perfino girare l'orientamento della nuova Curia, la sede del Senato, perché si allineasse al suo foro. Augusto aveva promesso il tempio a Marte Vendicatore dopo aver sconfitto gli assassini di Cesare a Filippi: lo inaugurò quarant'anni dopo.

Domiziano costruì la sua piazza ma morì in una congiura prima di inaugurarla: lo fece il successore Nerva, che le diede il nome. Per il suo foro Traiano, con il bottino della Dacia, fece sbancare la sella di roccia che univa Campidoglio e Quirinale.

Per secoli tutto restò sepolto sotto case e chiese. Tra il 1928 e il 1932 il regime fascista demolì un intero quartiere e aprì la via dell'Impero, inaugurata da Mussolini: dal 1945 si chiama via dei Fori Imperiali, e da decenni c'è chi la vorrebbe eliminare per riunire le piazze.