Campidoglio

Campidoglio

Piazza del Campidoglio. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Campidoglio è il più piccolo dei colli di Roma, ma è sempre stato il suo centro: nell'antichità il colle sacro del tempio di Giove, dal Medioevo la sede del governo cittadino. In cima c'è la piazza disegnata da Michelangelo, alle spalle il panorama sul Foro Romano.

Si sale dalla Cordonata, la grande scalinata in pendio dolce progettata da Michelangelo, con due leoni di basalto alla base che gettano acqua. In cima stanno le grandi statue dei Dioscuri, Castore e Polluce, arrivate da un loro tempio antico.

La piazza del Campidoglio è chiusa su tre lati da palazzi armonizzati da Michelangelo: al centro il Palazzo Senatorio, sede del Comune di Roma, con la doppia scalinata e le statue sdraiate del Nilo e del Tevere. Il pavimento fu posato solo nel 1940, seguendo il disegno di Michelangelo ricavato da una stampa antica.

Al centro della piazza c'è la statua equestre di Marco Aurelio, una copia: l'originale in bronzo, che ha ancora tracce di doratura, è nei Musei Capitolini. Aperti nel 1734 nel Palazzo dei Conservatori e nel Palazzo Nuovo, sono considerati il museo pubblico più antico del mondo.

Chi passa dietro il Palazzo Senatorio arriva a una terrazza sul Foro Romano: si vedono la via Sacra, l'arco di Settimio Severo, i templi, la Basilica di Massenzio e, in fondo, l'Arco di Tito e il Colosseo.

Michelangelo girò la piazza: prima guardava il Foro, lui la rivolse verso San Pietro, il nuovo centro della città. Il lavoro glielo affidò Paolo III, che si era vergognato del colle durante la visita di Carlo V nel 1536: tra le rovine pascolavano le capre, e lo chiamavano «colle caprino».

I lavori furono così lenti che Michelangelo, morto nel 1564, vide finita solo la scalinata del Palazzo Senatorio. Il resto lo completarono altri, seguendo il suo progetto.

Il colle ha anche la sua leggenda più famosa: nel 390 a.C., durante l'assalto notturno dei Galli, le oche sacre a Giunone starnazzarono e svegliarono i difensori. Nel tempio di Giunone Moneta che ne ricorda l'episodio aveva sede la prima zecca: da lì viene la parola «moneta».