Descrizione
La Fontana dei Quattro Fiumi è la grande fontana barocca di Gian Lorenzo Bernini, al centro di piazza Navona, davanti alla chiesa di Sant'Agnese in Agone. Quattro giganti di marmo sostengono un obelisco: è il fulcro della piazza più teatrale di Roma.
Fu costruita tra il 1648 e il 1651 per volere di Innocenzo X, che voleva abbellire la piazza mentre costruiva il palazzo di famiglia. L'obelisco, di epoca domizianea, fu trovato nel 1647 nel circo di Massenzio sull'Appia, e inaugurato il 12 giugno 1651.
La novità è lo scoglio cavo su cui l'obelisco sembra sospeso: un'audacia contraria ai canoni dell'epoca. Dai suoi fori sbucano animali di marmo, come un leone, un cavallo, un serpente e un coccodrillo, tra la vegetazione di ogni continente.
Ogni fiume è un continente. Il Nilo ha il capo velato, perché le sue sorgenti erano ignote; il Rio della Plata ha monete sparse sul fianco, simbolo delle ricchezze dell'America; il Danubio è l'Europa, e il Gange l'Asia.
Le statue furono eseguite dai collaboratori di Bernini: Fancelli il Nilo, Poussin il Gange, Raggi il Danubio, Baratta il Rio della Plata. Sulla sommità dello scoglio c'è lo stemma dei Pamphilj, con la colomba che regge un ramoscello d'ulivo.
Un modellino d'argento, alto un metro e mezzo, fu regalato da Bernini a Olimpia Maidalchini, la potente cognata del papa. E il concorso per la fontana fu suo, anche se Borromini aveva portato l'acqua fino alla piazza.
I romani pagarono il conto: per finanziare l'opera il papa mise una tassa sul pane e ridusse il peso della pagnotta.
La leggenda della rivalità vuole il Rio della Plata con la mano alzata per difendersi dal crollo di Sant'Agnese. Peccato che la chiesa sia stata iniziata dopo, nel 1652.
La fontana è stata restaurata nel 2009 e nel 2021, per rimediare ai danni dell'inquinamento e del tempo: sul marmo, a distanza ravvicinata, si leggono ancora i dettagli di ogni muscolo e ogni foglia.
Fu costruita tra il 1648 e il 1651 per volere di Innocenzo X, che voleva abbellire la piazza mentre costruiva il palazzo di famiglia. L'obelisco, di epoca domizianea, fu trovato nel 1647 nel circo di Massenzio sull'Appia, e inaugurato il 12 giugno 1651.
La novità è lo scoglio cavo su cui l'obelisco sembra sospeso: un'audacia contraria ai canoni dell'epoca. Dai suoi fori sbucano animali di marmo, come un leone, un cavallo, un serpente e un coccodrillo, tra la vegetazione di ogni continente.
Ogni fiume è un continente. Il Nilo ha il capo velato, perché le sue sorgenti erano ignote; il Rio della Plata ha monete sparse sul fianco, simbolo delle ricchezze dell'America; il Danubio è l'Europa, e il Gange l'Asia.
Le statue furono eseguite dai collaboratori di Bernini: Fancelli il Nilo, Poussin il Gange, Raggi il Danubio, Baratta il Rio della Plata. Sulla sommità dello scoglio c'è lo stemma dei Pamphilj, con la colomba che regge un ramoscello d'ulivo.
Un modellino d'argento, alto un metro e mezzo, fu regalato da Bernini a Olimpia Maidalchini, la potente cognata del papa. E il concorso per la fontana fu suo, anche se Borromini aveva portato l'acqua fino alla piazza.
I romani pagarono il conto: per finanziare l'opera il papa mise una tassa sul pane e ridusse il peso della pagnotta.
La leggenda della rivalità vuole il Rio della Plata con la mano alzata per difendersi dal crollo di Sant'Agnese. Peccato che la chiesa sia stata iniziata dopo, nel 1652.
La fontana è stata restaurata nel 2009 e nel 2021, per rimediare ai danni dell'inquinamento e del tempo: sul marmo, a distanza ravvicinata, si leggono ancora i dettagli di ogni muscolo e ogni foglia.