Descrizione
Il Museo dell'Ara Pacis è la teca bianca di vetro e travertino, vicino al Mausoleo di Augusto e al Tevere, nel centro di Roma, che protegge l'Ara Pacis, l'altare della pace voluto da Augusto. Ospita anche mostre temporanee.
«Una pompa di benzina texana», disse Vittorio Sgarbi. I romani, più ironici, la chiamarono «Bara Pacis». Il progetto di Richard Meier, inaugurato nel 2006, ha fatto discutere a lungo. Dentro, però, c'è un tesoro di duemila anni.
L'altare fu deciso dal Senato nel 13 a.C., per il ritorno di Augusto da tre anni di spedizione in Spagna e Gallia. Fu consacrato il 30 gennaio del 9 a.C., il compleanno di Livia, moglie dell'imperatore.
Da non perdere il fregio della processione, sui lati lunghi: la famiglia di Augusto sfila in ordine di successione. Tra gli adulti solenni c'è chi fa segno di stare zitti ai bambini, e i piccoli Gaio e Lucio sono vestiti da troiani.
Poi i pannelli con scene dei miti delle origini di Roma, come il rilievo di Enea e quello del Lupercale. Simboleggiano la pace e la prosperità nate dalla Pax Romana.
Il Tevere seppellì lentamente l'altare sotto il fango. Nel Medioevo se ne usarono i marmi come in una cava. Dal 1568 se ne ritrovarono frammenti, finiti agli Uffizi, al Louvre, ai Musei Vaticani.
Mussolini la volle ricostruita per i duemila anni dalla nascita di Augusto. Gli scavi ripresero nel 1937 e, per estrarre i pezzi da sotto un palazzo, si arrivò a congelare il terreno. Nel 1938 l'altare fu rimontato in una teca vicino al Mausoleo.
La teca di Meier la sostituì nel 2006: acciaio, travertino e vetro, con grandi superfici trasparenti che danno luce uniforme all'altare. Secondo Italia Nostra i costi passarono da 5,9 a 16,8 milioni di euro. Nel 2013, durante un acquazzone, i pannelli di vetro cedettero e la sala si allagò.
«Una pompa di benzina texana», disse Vittorio Sgarbi. I romani, più ironici, la chiamarono «Bara Pacis». Il progetto di Richard Meier, inaugurato nel 2006, ha fatto discutere a lungo. Dentro, però, c'è un tesoro di duemila anni.
L'altare fu deciso dal Senato nel 13 a.C., per il ritorno di Augusto da tre anni di spedizione in Spagna e Gallia. Fu consacrato il 30 gennaio del 9 a.C., il compleanno di Livia, moglie dell'imperatore.
Da non perdere il fregio della processione, sui lati lunghi: la famiglia di Augusto sfila in ordine di successione. Tra gli adulti solenni c'è chi fa segno di stare zitti ai bambini, e i piccoli Gaio e Lucio sono vestiti da troiani.
Poi i pannelli con scene dei miti delle origini di Roma, come il rilievo di Enea e quello del Lupercale. Simboleggiano la pace e la prosperità nate dalla Pax Romana.
Il Tevere seppellì lentamente l'altare sotto il fango. Nel Medioevo se ne usarono i marmi come in una cava. Dal 1568 se ne ritrovarono frammenti, finiti agli Uffizi, al Louvre, ai Musei Vaticani.
Mussolini la volle ricostruita per i duemila anni dalla nascita di Augusto. Gli scavi ripresero nel 1937 e, per estrarre i pezzi da sotto un palazzo, si arrivò a congelare il terreno. Nel 1938 l'altare fu rimontato in una teca vicino al Mausoleo.
La teca di Meier la sostituì nel 2006: acciaio, travertino e vetro, con grandi superfici trasparenti che danno luce uniforme all'altare. Secondo Italia Nostra i costi passarono da 5,9 a 16,8 milioni di euro. Nel 2013, durante un acquazzone, i pannelli di vetro cedettero e la sala si allagò.