Descrizione
Villa Lante al Gianicolo è una villa rinascimentale sul colle sopra Trastevere, progettata da Giulio Romano, allievo di Raffaello. È una delle ville cinquecentesche meglio conservate di Roma, e oggi è la sede dell'ambasciata di Finlandia presso la Santa Sede e dell'Institutum Romanum Finlandiae.
Fu costruita tra il 1518 e il 1531 per Baldassarre Turini, importante funzionario della corte dei papi Medici, Leone X e Clemente VII. Turini si lamentava del caldo di Roma e volle un rifugio estivo sul Gianicolo, tra giardini e vigne.
Non era una casa da abitare, ma un posto per stare con gli amici, funzionari della corte, letterati e artisti, davanti al panorama. Un'iscrizione del 1533 lo dice chiaro: «Hinc totam licet aestimare Romam», da qui si può ammirare tutta Roma.
L'edificio è su pianta quadrata, con un loggiato sul giardino a serliane e una facciata d'ingresso con un portico centrale e sette gradini. Ogni facciata è diversa dalle altre, ma le proporzioni, studiate con cura, seguono quelle di Vitruvio.
Giulio Romano e gli aiuti della scuola di Raffaello firmarono anche le decorazioni interne. Nel salone si è conservato un famoso graffito: «A dì 6 de magio 1527 fo la presa di Roma», scritto nei giorni in cui i Lanzichenecchi saccheggiarono la città.
Papa Clemente VII la visitò nel gennaio 1525, quando la parte più importante doveva essere già finita; i lavori si trascinarono poi per il sacco del 1527. Nel 1548 fu affittata al cardinale Georges d'Armagnac, ambasciatore di Francia.
Il nome viene dai Lante, che la comprarono nel 1551, dopo la morte di Turini.
Un secolo dopo il giardino fu in parte espropriato per le mura gianicolensi, e Urbano VIII diede ai Lante in cambio la villa di Bagnaia e il titolo di duchi di Bomarzo.
Quando i Lante, in dissesto, la vendettero ai Borghese nel 1817, e questi alle suore del Sacro Cuore nel 1837, gli affreschi del salone non erano compresi: furono staccati e oggi sono alla Bibliotheca Hertziana.
Alla fine dell'Ottocento la villa diventò un salotto. L'archeologo tedesco Wolfgang Helbig la affittò nel 1887 e con la moglie, la principessa russa Nadine Schahawskoy, vi ricevette letterati, musicisti, nobili e reali. Nel 1950 passò ai finlandesi, che l'hanno restaurata più volte.
Fu costruita tra il 1518 e il 1531 per Baldassarre Turini, importante funzionario della corte dei papi Medici, Leone X e Clemente VII. Turini si lamentava del caldo di Roma e volle un rifugio estivo sul Gianicolo, tra giardini e vigne.
Non era una casa da abitare, ma un posto per stare con gli amici, funzionari della corte, letterati e artisti, davanti al panorama. Un'iscrizione del 1533 lo dice chiaro: «Hinc totam licet aestimare Romam», da qui si può ammirare tutta Roma.
L'edificio è su pianta quadrata, con un loggiato sul giardino a serliane e una facciata d'ingresso con un portico centrale e sette gradini. Ogni facciata è diversa dalle altre, ma le proporzioni, studiate con cura, seguono quelle di Vitruvio.
Giulio Romano e gli aiuti della scuola di Raffaello firmarono anche le decorazioni interne. Nel salone si è conservato un famoso graffito: «A dì 6 de magio 1527 fo la presa di Roma», scritto nei giorni in cui i Lanzichenecchi saccheggiarono la città.
Papa Clemente VII la visitò nel gennaio 1525, quando la parte più importante doveva essere già finita; i lavori si trascinarono poi per il sacco del 1527. Nel 1548 fu affittata al cardinale Georges d'Armagnac, ambasciatore di Francia.
Il nome viene dai Lante, che la comprarono nel 1551, dopo la morte di Turini.
Un secolo dopo il giardino fu in parte espropriato per le mura gianicolensi, e Urbano VIII diede ai Lante in cambio la villa di Bagnaia e il titolo di duchi di Bomarzo.
Quando i Lante, in dissesto, la vendettero ai Borghese nel 1817, e questi alle suore del Sacro Cuore nel 1837, gli affreschi del salone non erano compresi: furono staccati e oggi sono alla Bibliotheca Hertziana.
Alla fine dell'Ottocento la villa diventò un salotto. L'archeologo tedesco Wolfgang Helbig la affittò nel 1887 e con la moglie, la principessa russa Nadine Schahawskoy, vi ricevette letterati, musicisti, nobili e reali. Nel 1950 passò ai finlandesi, che l'hanno restaurata più volte.