Descrizione
Palazzo Altemps è uno dei quattro musei del Museo Nazionale Romano, a pochi metri da piazza Navona: un palazzo rinascimentale pieno di sculture antiche, che è anche uno dei posti più piacevoli e tranquilli del centro di Roma. Qui le statue stanno in sale affrescate, come nelle case dei nobili che le raccolsero.
Lo fece progettare a Melozzo da Forlì, nel Quattrocento, Girolamo Riario, nipote di papa Sisto IV, per le nozze con Caterina Sforza. Nel 1568 lo comprò il cardinale Marco Sittico Altemps, che ne fece la residenza della famiglia e avviò la prima collezione di sculture. Dal 1982 appartiene allo Stato.
Il museo raccoglie le collezioni di antichità di grandi famiglie romane: Ludovisi Boncompagni, Mattei, Altemps, del Drago, Brancaccio, più la collezione egizia. Sono soprattutto copie romane di originali greci, ma ci sono anche ritratti, sarcofagi e due originali greci.
Il più importante è il Trono Ludovisi, un rilievo in marmo del 460-450 a.C. trovato nel 1887, quando la villa del cardinale Ludovisi fu lottizzata per costruire il nuovo quartiere. Mostra una figura femminile sorretta da due Horai: secondo l'interpretazione più accreditata, la nascita di Venere dal mare.
Poi c'è il Galata suicida, copia romana di un bronzo ellenistico: un guerriero celta si pianta la spada tra le clavicole dopo aver ucciso la moglie, che gli cade tra le braccia. All'inizio fu scambiato per due coniugi romani raccontati da Tacito.
Molte statue furono restaurate nel Seicento anche da Bernini e Algardi. Tra i pezzi più grandi spiccano il Sarcofago Grande Ludovisi e l'Ares Ludovisi, e poi la sezione egizia. Il palazzo comprende anche l'antico teatro privato e la chiesa di Sant'Aniceto, la cappella di famiglia, dove dal 1604 riposano le spoglie di papa Aniceto.
E la storia del palazzo è meno serena delle sue statue. Roberto, figlio del cardinale Altemps, sposò un'Orsini, nemici giurati di papa Sisto V, e nel 1586, a vent'anni, fu fatto decapitare. Suo figlio si vendicò a modo suo: nel 1617 fece dipingere nella cappella la decapitazione del padre.
Qui nel 1690 fu fondata l'Accademia dell'Arcadia, e nel Settecento ci suonò perfino Mozart. Nella stessa cappella D'Annunzio sposò Maria Hardouin di Gallese, incinta dopo la fuga dei due a Firenze: il padre di lei non si presentò.
Da non perdere
• Il Trono Ludovisi.
• Il Galata suicida.
• Il Sarcofago Grande Ludovisi.
• La chiesa di Sant'Aniceto.
Lo sapevi?
• Del Trono Ludovisi si discute da quando fu trovato: alcuni studiosi nel rilievo vedono Persefone che risale dagli Inferi, non Venere.
• Nei pressi, in età romana, c'era uno dei due porti dove arrivavano i marmi destinati a Roma.
Lo fece progettare a Melozzo da Forlì, nel Quattrocento, Girolamo Riario, nipote di papa Sisto IV, per le nozze con Caterina Sforza. Nel 1568 lo comprò il cardinale Marco Sittico Altemps, che ne fece la residenza della famiglia e avviò la prima collezione di sculture. Dal 1982 appartiene allo Stato.
Il museo raccoglie le collezioni di antichità di grandi famiglie romane: Ludovisi Boncompagni, Mattei, Altemps, del Drago, Brancaccio, più la collezione egizia. Sono soprattutto copie romane di originali greci, ma ci sono anche ritratti, sarcofagi e due originali greci.
Il più importante è il Trono Ludovisi, un rilievo in marmo del 460-450 a.C. trovato nel 1887, quando la villa del cardinale Ludovisi fu lottizzata per costruire il nuovo quartiere. Mostra una figura femminile sorretta da due Horai: secondo l'interpretazione più accreditata, la nascita di Venere dal mare.
Poi c'è il Galata suicida, copia romana di un bronzo ellenistico: un guerriero celta si pianta la spada tra le clavicole dopo aver ucciso la moglie, che gli cade tra le braccia. All'inizio fu scambiato per due coniugi romani raccontati da Tacito.
Molte statue furono restaurate nel Seicento anche da Bernini e Algardi. Tra i pezzi più grandi spiccano il Sarcofago Grande Ludovisi e l'Ares Ludovisi, e poi la sezione egizia. Il palazzo comprende anche l'antico teatro privato e la chiesa di Sant'Aniceto, la cappella di famiglia, dove dal 1604 riposano le spoglie di papa Aniceto.
E la storia del palazzo è meno serena delle sue statue. Roberto, figlio del cardinale Altemps, sposò un'Orsini, nemici giurati di papa Sisto V, e nel 1586, a vent'anni, fu fatto decapitare. Suo figlio si vendicò a modo suo: nel 1617 fece dipingere nella cappella la decapitazione del padre.
Qui nel 1690 fu fondata l'Accademia dell'Arcadia, e nel Settecento ci suonò perfino Mozart. Nella stessa cappella D'Annunzio sposò Maria Hardouin di Gallese, incinta dopo la fuga dei due a Firenze: il padre di lei non si presentò.
Da non perdere
• Il Trono Ludovisi.
• Il Galata suicida.
• Il Sarcofago Grande Ludovisi.
• La chiesa di Sant'Aniceto.
Lo sapevi?
• Del Trono Ludovisi si discute da quando fu trovato: alcuni studiosi nel rilievo vedono Persefone che risale dagli Inferi, non Venere.
• Nei pressi, in età romana, c'era uno dei due porti dove arrivavano i marmi destinati a Roma.