Bocca della Verità

Bocca della Verità

Piazza della Bocca della Verità 18. (Apri Mappa)

Descrizione

La Bocca della Verità è un grande mascherone di marmo con la bocca spalancata, murato nel portico della chiesa di Santa Maria in Cosmedin, a Roma. La leggenda dice che morda la mano ai bugiardi.

Quando Gregory Peck infilò la mano nella Bocca e la ritirò senza, nel film Vacanze romane del 1953, l'urlo di Audrey Hepburn era vero. Nessuno l'aveva avvisata: la trovata era tutta dell'attore.

Il volto è quello di un uomo barbuto, in marmo pavonazzetto, molto consumato. Occhi, naso e bocca sono forati e cavi. Nel tempo è stato interpretato come Giove Ammone, come il dio marino Oceano, come un oracolo o come un fauno. Tra i capelli si vedono due chele di granchio: segno che era un dio marino, forse Oceano.

Era nato per uno scopo molto più umile. Nell'antica Roma il mascherone era un tombino: il dio «inghiottiva» l'acqua piovana, perché si pensava che tutte le acque tornassero a lui, padre delle acque.

Nel Medioevo diventò leggenda. Si diceva che mordesse la mano di chi mentiva, e c'era chi ci portava il coniuge sospettato di infedeltà. Qualcuno raccontava anche che l'avesse costruito Virgilio, un erudito del VI secolo con fama di mago.

Una moglie infedele, racconta una storia popolare, riuscì a salvarsi la mano con un'astuzia. Fece arrivare l'amante, finto pazzo, ad abbracciarla davanti a tutti. Poi giurò di non essere mai stata abbracciata da altri che dal marito e da quell'uomo. Era la verità, e la mano rimase al suo posto.

Il nome «Bocca della Verità» compare nel 1485. In origine la scultura stava fuori dal portico; fu spostata sotto di esso con i restauri voluti da papa Urbano VIII, nel Seicento, e lì si trova ancora.

Il portico appartiene alla chiesa di Santa Maria in Cosmedin, e la fama del mascherone è nata prima del cinema: già nell'XI secolo una guida medievale per pellegrini gli attribuiva il potere di pronunciare oracoli.