Descrizione
Le Terme di Caracalla sono il grande complesso termale che l'imperatore Caracalla fece costruire sul Piccolo Aventino, a Roma, vicino all'inizio della via Appia. Oggi sono rovine imponenti, con muri alti come palazzi, e in estate ospitano spettacoli d'opera tra le antiche pareti.
Costruite tra il 212 e il 216 d.C., furono le terme più imponenti dell'Impero fino all'apertura di quelle di Diocleziano, nel 306. Il complesso copre circa 337 metri per 328, con un edificio centrale di 114 per 220, circondato da giardini e da un recinto con negozi, biblioteche e sale.
Non si veniva solo per lavarsi. C'erano spogliatoi, palestre, biblioteche e giardini, e un percorso preciso: sauna, bagno caldo, tiepido e infine la natatio, una grande piscina scoperta decorata da quattro enormi colonne monolitiche di granito.
Il cuore era il calidarium, una sala circolare di 34 metri di diametro con cupola, rivolta a sud e illuminata da grandi finestre per scaldarla con il sole. Il frigidarium, lungo 58 metri e largo 24, era una sala con tre grandi volte a crociera e vasche d'acqua fredda.
Negli spogliatoi si conservano ancora eleganti mosaici. Le due palestre, ai lati, avevano un cortile con portico a colonne di giallo antico. L'acqua veniva da un ramo dell'Acqua Marcia e finiva in una cisterna di 64 celle, sotto il recinto.
Sotto le rovine si apre una rete di sotterranei: corridoi di servizio che permettevano di far funzionare le terme senza che i bagnanti li vedessero. Lì, nel 1938, è tornato alla luce anche il mitreo più grande tra quelli noti a Roma.
Le terme funzionarono per tre secoli, finché nel 537, durante la guerra gotica, il re goto Vitige tagliò gli acquedotti. Poi diventarono vigneti e una cava di marmi e colonne: il duomo di Pisa e Santa Maria in Trastevere contengono pezzi presi da qui.
Nel Cinquecento gli scavi, sotto Paolo III, riportarono alla luce statue gigantesche, come il Toro Farnese, la Flora e l'Ercole, oggi nel Museo Archeologico di Napoli. Un mosaico con ventotto atleti, trovato nel 1824, è invece ai Musei Vaticani.
Le due grandi vasche di granito, venute dal frigidarium, sono diventate le fontane di piazza Farnese. Nel 1960 qui si tennero le gare di ginnastica delle Olimpiadi, e dal 1937 d'estate va in scena la stagione dell'Opera di Roma.
Da non perdere
• Il calidarium.
• Il frigidarium.
• I mosaici degli spogliatoi.
• I sotterranei.
• Il mitreo.
Lo sapevi?
• L'ultima colonna di granito della natatio fu regalata nel 1563 a Cosimo I de' Medici: oggi è la colonna della Giustizia di piazza Santa Trinita, a Firenze.
• Le vasche delle fontane di piazza Farnese erano quelle del frigidarium.
Costruite tra il 212 e il 216 d.C., furono le terme più imponenti dell'Impero fino all'apertura di quelle di Diocleziano, nel 306. Il complesso copre circa 337 metri per 328, con un edificio centrale di 114 per 220, circondato da giardini e da un recinto con negozi, biblioteche e sale.
Non si veniva solo per lavarsi. C'erano spogliatoi, palestre, biblioteche e giardini, e un percorso preciso: sauna, bagno caldo, tiepido e infine la natatio, una grande piscina scoperta decorata da quattro enormi colonne monolitiche di granito.
Il cuore era il calidarium, una sala circolare di 34 metri di diametro con cupola, rivolta a sud e illuminata da grandi finestre per scaldarla con il sole. Il frigidarium, lungo 58 metri e largo 24, era una sala con tre grandi volte a crociera e vasche d'acqua fredda.
Negli spogliatoi si conservano ancora eleganti mosaici. Le due palestre, ai lati, avevano un cortile con portico a colonne di giallo antico. L'acqua veniva da un ramo dell'Acqua Marcia e finiva in una cisterna di 64 celle, sotto il recinto.
Sotto le rovine si apre una rete di sotterranei: corridoi di servizio che permettevano di far funzionare le terme senza che i bagnanti li vedessero. Lì, nel 1938, è tornato alla luce anche il mitreo più grande tra quelli noti a Roma.
Le terme funzionarono per tre secoli, finché nel 537, durante la guerra gotica, il re goto Vitige tagliò gli acquedotti. Poi diventarono vigneti e una cava di marmi e colonne: il duomo di Pisa e Santa Maria in Trastevere contengono pezzi presi da qui.
Nel Cinquecento gli scavi, sotto Paolo III, riportarono alla luce statue gigantesche, come il Toro Farnese, la Flora e l'Ercole, oggi nel Museo Archeologico di Napoli. Un mosaico con ventotto atleti, trovato nel 1824, è invece ai Musei Vaticani.
Le due grandi vasche di granito, venute dal frigidarium, sono diventate le fontane di piazza Farnese. Nel 1960 qui si tennero le gare di ginnastica delle Olimpiadi, e dal 1937 d'estate va in scena la stagione dell'Opera di Roma.
Da non perdere
• Il calidarium.
• Il frigidarium.
• I mosaici degli spogliatoi.
• I sotterranei.
• Il mitreo.
Lo sapevi?
• L'ultima colonna di granito della natatio fu regalata nel 1563 a Cosimo I de' Medici: oggi è la colonna della Giustizia di piazza Santa Trinita, a Firenze.
• Le vasche delle fontane di piazza Farnese erano quelle del frigidarium.