Descrizione
La Scalinata di Trinità dei Monti è la grande scala barocca che collega piazza di Spagna alla chiesa di Trinità dei Monti, sul Pincio, a Roma. Ha 136 gradini, rampe che si aprono e si chiudono e terrazze-giardino: una scenografia fatta per essere salita lentamente.
L'architetto è il romano Francesco De Sanctis, che la pensò come un teatro all'aperto, tutta sporgenze, rientranze e terrazze. Il suo disegno unisce in un insieme armonico un pendio ripido e irregolare. Fu inaugurata in occasione del Giubileo del 1725.
Il tratto più bello è il disegno a rampe a tenaglia, con pareti che alternano curve concave e convesse. L'idea veniva da un vecchio progetto attribuito alla bottega di Bernini. Le terrazze a metà salita fanno da pause, con aiuole e vista sul tetto della città.
In primavera la scalinata si riempie di azalee, e in alto, davanti alla chiesa, si alza l'obelisco Sallustiano. Da lassù si guarda l'intera piazza di Spagna, con la Barcaccia al centro.
Ci vollero più di un secolo e mezzo per costruirla. L'idea di una scala tra la piazza e la chiesa c'era già nel 1559, ma il cantiere aprì solo nel Settecento. Colpa di una lite: la chiesa era dei francesi, e il terreno era conteso con lo Stato della Chiesa.
Nel 1660 il francese Étienne Gueffier lasciò i soldi per la scala e fioccarono i progetti, ma la disputa su chi comandasse lassù bloccò tutto. Nel 1717 Clemente XI bandì un concorso, e la scelta cadde su De Sanctis.
La pace tra le due parti si legge ancora sui cippi alla base della scala: le aquile di Innocenzo XIII, della famiglia Conti, stanno accanto ai gigli di Francia.
La scalinata è stata restaurata del tutto nel 1995 e ancora nel 2015-2016, con il sostegno della casa di moda Bulgari.
L'architetto è il romano Francesco De Sanctis, che la pensò come un teatro all'aperto, tutta sporgenze, rientranze e terrazze. Il suo disegno unisce in un insieme armonico un pendio ripido e irregolare. Fu inaugurata in occasione del Giubileo del 1725.
Il tratto più bello è il disegno a rampe a tenaglia, con pareti che alternano curve concave e convesse. L'idea veniva da un vecchio progetto attribuito alla bottega di Bernini. Le terrazze a metà salita fanno da pause, con aiuole e vista sul tetto della città.
In primavera la scalinata si riempie di azalee, e in alto, davanti alla chiesa, si alza l'obelisco Sallustiano. Da lassù si guarda l'intera piazza di Spagna, con la Barcaccia al centro.
Ci vollero più di un secolo e mezzo per costruirla. L'idea di una scala tra la piazza e la chiesa c'era già nel 1559, ma il cantiere aprì solo nel Settecento. Colpa di una lite: la chiesa era dei francesi, e il terreno era conteso con lo Stato della Chiesa.
Nel 1660 il francese Étienne Gueffier lasciò i soldi per la scala e fioccarono i progetti, ma la disputa su chi comandasse lassù bloccò tutto. Nel 1717 Clemente XI bandì un concorso, e la scelta cadde su De Sanctis.
La pace tra le due parti si legge ancora sui cippi alla base della scala: le aquile di Innocenzo XIII, della famiglia Conti, stanno accanto ai gigli di Francia.
La scalinata è stata restaurata del tutto nel 1995 e ancora nel 2015-2016, con il sostegno della casa di moda Bulgari.