Santuario della Scala Santa e Cappella del Sancta Sanctorum (San Lorenzo in Palatio)

Santuario della Scala Santa e Cappella del Sancta Sanctorum (San Lorenzo in Palatio)

Piazza di San Giovanni in Laterano 14. (Apri Mappa)

Descrizione

La Scala Santa è una scala di 28 gradini di marmo bianco, accanto alla basilica di San Giovanni in Laterano, che secondo la tradizione è quella salita da Gesù per raggiungere Ponzio Pilato. Chi la sale lo fa in ginocchio, pregando: è una delle mete di pellegrinaggio più sentite di Roma.

In cima c'è il Sancta Sanctorum, la cappella privata dei papi fino all'inizio del Trecento.

La tradizione medievale, che risale almeno all'anno Mille, dice che la scala fu portata a Roma nel 326 da sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino. Il palazzo che la ospita fu costruito da Domenico Fontana nel 1589, per volere di Sisto V, al posto del vecchio palazzo patriarcale.

Quando i gradini furono spostati qui, furono posati cominciando dall'alto: nemmeno i muratori dovevano calpestarli, solo le ginocchia dei fedeli. Più tardi furono coperti con tavole di noce per salvarli dall'usura. Ai lati ci sono altre quattro rampe di scale.

In cima, dietro una grata di ferro, c'è la cappella. Fu per secoli il luogo più venerato di Roma: sopra l'altare un'iscrizione dice «Non c'è in tutto il mondo luogo più santo di questo». Il nome viene dalle reliquie che custodiva, dai sandali di Gesù alle teste dei santi Pietro e Paolo; molte oggi sono scomparse o conservate altrove.

Sull'altare c'è l'Acheropita, un'antichissima immagine di Cristo che la tradizione vuole non dipinta da mano umana. Nel 753, contro i Longobardi di Astolfo, papa Stefano II la portò in processione sulle proprie spalle. Nel Duecento Innocenzo III la fece rivestire di una lamina d'argento.

La cappella ha l'aspetto che le diede Niccolò III dopo il terremoto del 1277, con un ciclo di affreschi duecenteschi: in uno il papa inginocchiato offre il modellino della cappella. Ai lati si vedono i martiri di Pietro e Paolo e di santo Stefano e san Lorenzo.

Il pavimento cosmatesco porta una firma: «Magister Cosmatus fecit hoc opus». In basso corre la loggia dei Santi, dipinta sotto Sisto V nel 1590. Nell'atrio, nell'Ottocento, furono aggiunte sculture come il Bacio di Giuda di Ignazio Jacometti.

Sotto l'altare, in un'arca di cipresso chiusa da due sportelli di bronzo, il tesoro restò chiuso dal 1521 fino al 1902. I reliquiari d'oro, d'argento e d'avorio, studiati nel 1905, sono finiti poi al Museo Sacro della Biblioteca Vaticana.

Da non perdere
• La Scala Santa.
• La cappella del Sancta Sanctorum.
• L'Acheropita.
• Il pavimento cosmatesco.

Lo sapevi?
• Pio IX salì la Scala Santa in ginocchio il 19 settembre 1870, alla vigilia della presa di Roma.
• Il santuario fa parte del Laterano: è un bene della Santa Sede e gode di extraterritorialità.