Descrizione
Campo de' Fiori è una delle piazze più vive del centro di Roma, tra piazza Navona e Palazzo Farnese: di giorno il mercato all'aperto, la sera i locali pieni di ragazzi, al centro la statua scura di Giordano Bruno. È l'unica piazza storica di Roma senza una chiesa.
Il mercato si tiene qui dal 1869, quando fu trasferito da piazza Navona: i banchi di legno e i grandi ombrelloni che riparano la merce, con un'atmosfera popolare che le foto ottocentesche mostrano quasi uguale. Il film «Campo de' fiori» del 1943, con Anna Magnani e Aldo Fabrizi, è ambientato proprio tra questi banchi.
Al centro si alza il monumento a Giordano Bruno, opera di Ettore Ferrari: il filosofo e frate domenicano in bronzo, sul luogo esatto in cui fu messo al rogo. Accanto, la fontana della Terrina, copia di quella che un tempo stava al centro della piazza.
La piazza raggiunse la forma attuale solo dopo il 1858, quando furono demolite le case sul lato nord. All'angolo con via dei Cappellari resiste la Locanda del Gallo, che fu proprietà di Vannozza Cattanei; a pochi passi si aprono piazza Farnese e il Palazzo della Cancelleria.
Il nome racconta quello che c'era prima: fino al Quattrocento qui non c'era una piazza ma un prato fiorito, con qualche orto. Una tradizione poco attendibile lo lega invece a Flora, una donna amata da Pompeo, che aveva il suo teatro proprio accanto.
Nel 1456 papa Callisto III fece lastricare la zona, che stava sulla strada per il Vaticano. Da qui passavano ambasciatori e cardinali, intorno sorsero locande e botteghe, e due volte a settimana si teneva un mercato dei cavalli.
Ma in piazza si eseguivano anche le condanne a morte. Il 17 febbraio 1600 Giordano Bruno vi fu bruciato vivo, accusato di eresia. Quasi tre secoli dopo, studenti repubblicani gli dedicarono la statua sul luogo del rogo, con il sostegno di Victor Hugo e Ibsen e contro l'aperta ostilità della Chiesa: fu inaugurata nel 1889.
Il mercato si tiene qui dal 1869, quando fu trasferito da piazza Navona: i banchi di legno e i grandi ombrelloni che riparano la merce, con un'atmosfera popolare che le foto ottocentesche mostrano quasi uguale. Il film «Campo de' fiori» del 1943, con Anna Magnani e Aldo Fabrizi, è ambientato proprio tra questi banchi.
Al centro si alza il monumento a Giordano Bruno, opera di Ettore Ferrari: il filosofo e frate domenicano in bronzo, sul luogo esatto in cui fu messo al rogo. Accanto, la fontana della Terrina, copia di quella che un tempo stava al centro della piazza.
La piazza raggiunse la forma attuale solo dopo il 1858, quando furono demolite le case sul lato nord. All'angolo con via dei Cappellari resiste la Locanda del Gallo, che fu proprietà di Vannozza Cattanei; a pochi passi si aprono piazza Farnese e il Palazzo della Cancelleria.
Il nome racconta quello che c'era prima: fino al Quattrocento qui non c'era una piazza ma un prato fiorito, con qualche orto. Una tradizione poco attendibile lo lega invece a Flora, una donna amata da Pompeo, che aveva il suo teatro proprio accanto.
Nel 1456 papa Callisto III fece lastricare la zona, che stava sulla strada per il Vaticano. Da qui passavano ambasciatori e cardinali, intorno sorsero locande e botteghe, e due volte a settimana si teneva un mercato dei cavalli.
Ma in piazza si eseguivano anche le condanne a morte. Il 17 febbraio 1600 Giordano Bruno vi fu bruciato vivo, accusato di eresia. Quasi tre secoli dopo, studenti repubblicani gli dedicarono la statua sul luogo del rogo, con il sostegno di Victor Hugo e Ibsen e contro l'aperta ostilità della Chiesa: fu inaugurata nel 1889.