Parco della Caffarella

Via della Caffarella. (Apri Mappa)
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Descrizione

La Valle della Caffarella è situata tra la Mura Aureliane, la Via Latina, la Via dell'Almone e la Via Appia Antica. Parte integrante del Parco dell'Appia Antica, ne costituisce l'accesso principale e privilegiato. 

Ad ogni ingresso un pannello informativo indica le aree pubbliche visitabili, i principali percorsi, i monumenti e le norme di comportamento. Il nome della valle deriva dalla principale tenuta storica presente nella zona, appartenente alla famiglia dei Caffarelli. 

Il parco è ricco di testimonianze storiche in quanto comprende una parte del Triopio di Erode Attico, importante fondo agricolo che si estendeva tra la Via Appia e il fiume Almone e che Erode Attico (filosofo e matematico vissuto all'epoca dell'imperatore Marco Aurelio) aveva acquisito dalla moglie romana Annia Regilla. 

Gli accessi - Entrando dall'Appia Nuova si possono visitare Porta Latina, una delle porte principali delle mura aureliane, delle quali si conserva sia la torre semicircolare che la facciata rivestita in travertino. All'altezza della Via Arco di Travertino il parco confina con l'Area Archeologica della Via Latina, che comprende monumenti quali il Sepolcro dei Pancrazi e il Sepolcro Barberini. Sul profilo opposto della Valle emerge il Mausoleo di Cecilia Metella e il Bosco Sacro. Scendendo nella valle, si raggiunge Via della Caffarella fino al Casale della Vacchereccia.

Casale della Vaccareccia
Il complesso, che consta di una torre medievale e di un casale cinquecentesco, fu realizzato dai Caffarelli che, nel secolo XVI, bonificarono la zona. Davanti al casale è stato riportato alla luce un fontanile ottocentesco con le canalizzazioni di adduzione e di deflusso delle acque. La strada dal fontanile conduce ad una sorgente, superando tre ponti antichi che scavalcano tre corsi d'acqua: il fiume Almone, la Marrana della Caffarella ed un canale secondario.

Il Ponte sull'Almone, in corrispondenza del Casale della Vaccareccia, ad una sola luce con arco ribassato, presenta una struttura formata da due archi di bordo in mattoni con una volta di unione in pezzame di tufo. Proseguendo il percorso si incontra il Sepolcro di Annia Regilla. Il Sepolcro già detto Tempio del Dio Reticolo è impropriamente attribuito ad Annia Regilla, moglie di Erode Attico. Nei suoi pressi si trovano un casale-mulino ottocentesco e una valca medievale, alimentata da un condotto ad arcate. Si trattava di un mulino per la lavorazione e il lavaggio dei tessuti. 

Se si prosegue si arriva alla Chiesa Domine Quo Vadis.

Poco dopo si incontra il Ninfeo di Egeria. Il termine Nymphaeum, di origine greca, indica un tempio o una grotta dedicata al culto delle Ninfee. Superato il Ninfeo si può percorrere il sentiero in salita sulla collina per raggiungere il Bosco Sacro. In verità il vero sito del Bosco Sacro di Egeria è dopo Porta Capena, e la sua collocazione in questo luogo fu frutto di una ricostruzione basata su presupposti non esatti. 

Alle spalle appare il Tempio di Sant'Urbano. Costruito nel II sec. d. C., fu dedicato ad Erode Attico, a Cerere e Faustina. Una chiesetta, già nel corso del secolo IX occupò la cella del tempio e la cripta sottostante. Il luogo di culto era tenuto dai Monaci Basiliani. 

Al tempio si può accedere direttamente dall'ingresso posto su Vicolo di Sant'Urbano, cui si giunge da Via Appia Pignatelli. Scendendo si giunge alla Torre Valca. Situata in posizione strategica rispetto al fiume Almone, questa consolidava il sistema di sfruttamento delle acque nella valle della Caffarella. 

Risalente al XII secolo, la torre è costruita a blocchetti regolari di tufo, di peperino e di marmo, su precedenti strutture. La presenza delle vasche lascia intuire un'utilizzazione dell'impianto quale "valca". Dal termine longobardo "walkan" rotolare, erano mulini ad acqua utilizzati per la lavorazione e il lavaggio dei panni. 

Proseguendo si raggiunge il Colombario Costantiniano, di epoca antonina, che si presenta come un tempietto in opera laterizia con effetti di policromia. In epoca medievale fu riutilizzato per l'impianto di un mulino ad acqua, in funzione fino al rinascimento quando parte della struttura fu interrata. Spiccano tra i resti un sepolcro del tipo a tempietto tangente al Colombario, un monumento di forma circolare ed alcuni condotti idraulici.