Museo Nazionale Romano - Palazzo Massimo alle Terme

Museo Nazionale Romano - Palazzo Massimo alle Terme

Largo di Villa Peretti 1. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Palazzo Massimo alle Terme è la sede principale del Museo nazionale romano, a due passi dalla stazione Termini, a Roma. Raccoglie il meglio dell'arte romana antica: ritratti, statue, affreschi, mosaici e gioielli.

Nel marzo del 1885, sul Quirinale, l'archeologo Rodolfo Lanciani vide emergere dalla terra un uomo di bronzo seduto, «come se si svegliasse da un lungo sonno». Disse di non aver mai provato un'emozione simile. Era il Pugile in riposo.

Il pianterreno e il primo piano sono dedicati a statue e ritratti, dalla tarda età repubblicana alla dinastia giulio-claudia. Il secondo piano ospita le decorazioni delle ville di lusso, che a Roma sono meno numerose che a Pompei ma di qualità altissima.

Il vero tesoro è il giardino dipinto della villa di Livia, a Prima Porta: alberi da frutto, fiori e uccelli sulle pareti di una sala. Accanto ci sono quattro ambienti ricostruiti della villa della Farnesina, del 20 a.C. circa.

Al piano terra non manca l'Augusto di via Labicana, l'imperatore velato come pontefice massimo. Poi la Fanciulla di Anzio, l'Ermafrodito dormiente e il Discobolo Lancellotti, copia romana del celebre atleta di Mirone.

Appena dopo la biglietteria c'è una colossale statua femminile seduta, in marmi colorati, proveniente dall'Aventino. Restaurata come Minerva, secondo studi recenti raffigurava Cibele, la Magna Mater, divinità anatolica il cui culto arrivò a Roma durante la seconda guerra punica.

Nelle gallerie dei ritratti i volti anonimi sono disposti come una galleria di antenati, come accadeva nelle case romane. Tra i più noti il generale di Tivoli, del primo secolo a.C.: un volto severo, fedele al realismo della tradizione italica.

Il palazzo, in stile neo-cinquecentesco, fu costruito tra il 1883 e il 1886 su progetto di Camillo Pistrucci, per volere di un gesuita della famiglia Massimo, come collegio. Prese il posto di una villa cinquecentesca, scomparsa con la costruzione della stazione.

Lo Stato lo comprò nel 1981. Il piano terra aprì nel 1995, il resto nel 1998. Nel sotterraneo c'è un grande medagliere, con monete antiche, medievali e moderne, tra cui la collezione di Vittorio Emanuele III, e una raccolta di gioielli romani.

Qui si conserva anche la mummia di Grottarossa, una bambina di circa otto anni vissuta nel II secolo d.C. È l'unica mummia di età romana mai trovata, ritrovata in un sarcofago sulla via Cassia con il suo corredo.

Da non perdere
• Il Pugile in riposo.
• Il giardino dipinto della villa di Livia.
• L'Augusto di via Labicana.
• La mummia di Grottarossa.

Lo sapevi?
• Nel sotterraneo sono esposte le insegne imperiali ritrovate nel 2005 alle pendici del Palatino, nascoste in una borsa di cuoio.
• Un ritratto in bronzo dorato mostra Alessandro Magno, riconoscibile dal ciuffo sulla fronte.