Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Piazzale di Villa Giulia 9. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia è il museo degli Etruschi a Roma, in una villa rinascimentale appena fuori dalle mura, vicino a Villa Borghese. Raccoglie le antichità etrusche e falische del Lazio, dell'Etruria meridionale e dell'Umbria: tombe, bronzi, ceramiche, gioielli.

Il pezzo più famoso è il Sarcofago degli Sposi, un monumento funerario di terracotta del VI secolo a.C. con due sposi a grandezza quasi naturale, sdraiati in posa da banchetto. Fu ritrovato a Cerveteri nel 1881, rotto in 400 pezzi.

Poi l'Apollo di Veio, una statua di terracotta dipinta, alta circa 180 centimetri, che decorava il tetto di un tempio etrusco, e le Lamine di Pyrgi, fogli d'oro con un testo in etrusco e in fenicio. Il museo ha anche la Cista Ficoroni, un cofanetto portagioielli in bronzo, e l'Olpe Chigi.

Nel cortile destro c'è la riproduzione di un tempio etrusco, mentre il museo conserva i resti di quello trovato presso Alatri. Le collezioni Barberini, Castellani e Pesciotti completano il percorso. Dal 2012 il museo si estende anche nella vicina Villa Poniatowski.

La villa stessa vale la visita. Dietro la facciata severa del Vignola, una loggia di Ammannati si affaccia sul giardino, e da lì si scende al ninfeo, un angolo fresco su più livelli con statue e una fontana centrale: era fatto per pranzare al riparo dal caldo estivo.

Il dettaglio che colpisce degli Sposi è che lei è lì alla pari con il marito: le donne etrusche partecipavano ai banchetti, le romane, invece, per secoli no. È solo una delle sorprese di questo museo, nato nel 1889 per raccogliere le antichità pre-romane della regione.

La villa la volle papa Giulio III, umanista e grande amante delle arti, come residenza fuori città. Fu costruita tra il 1551 e il 1553 da Vignola, Vasari e Ammannati, e un progetto lo diede perfino Michelangelo.

Paolo IV, papa molto più severo, confiscò tutte le sue proprietà. Poi la villa fu caserma, magazzino, perfino lazzaretto e scuola veterinaria, finché nel 1870 passò allo Stato italiano, che ne fece un museo.

Tra i pezzi, un altorilievo dal tempio di Pyrgi con una scena del mito dei Sette contro Tebe: Tideo che mangia il cervello di un nemico, un soggetto da brividi.

Da non perdere
• Il Sarcofago degli Sposi.
• L'Apollo di Veio.
• Le Lamine di Pyrgi.
• La Cista Ficoroni.
• Il ninfeo.

Lo sapevi?
• Dal 1947 al 2015 nel ninfeo si è svolta la riunione per scegliere il vincitore del Premio Strega.
• L'acqua della villa arrivava da una derivazione dell'Acqua Vergine, la stessa della Fontana di Trevi.
• Dal 2016 il museo è tra gli istituti statali dotati di autonomia speciale.