Museo e Cripta dei Cappuccini

Museo e Cripta dei Cappuccini

Via Vittorio Veneto 27. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Museo e Cripta dei Cappuccini è una delle visite più insolite di Roma: sotto la chiesa di Santa Maria della Concezione, in via Veneto, cinque piccole cappelle sono decorate con le ossa di circa quattromila frati. Teschi, tibie e bacini formano archi, rosoni, clessidre e farfalle. È macabro, ma per chi lo ha fatto era tutto il contrario.

L'ingresso porta questa scritta: «Quello che voi siete noi eravamo; quello che noi siamo voi sarete». Il senso è che il corpo è solo un contenitore dell'anima: quando l'anima lo ha lasciato, si può riutilizzare in altro modo, anche come decorazione. Le ossa furono raccolte tra il 1528 e il 1870 dal vecchio cimitero dei cappuccini, vicino al Quirinale.

Il percorso è una sequenza di cinque cappelle, collegate da un corridoio. Ognuna ha il suo tema o la sua parte dello scheletro: tibie, bacini, teschi, tre scheletri e la resurrezione. Qua e là, interi corpi di frati mummificati con il saio, e sul soffitto uno scheletro di bambino che regge una bilancia e una falce.

Sopra la cripta c'è la chiesa. La volle papa Urbano VIII Barberini per il fratello Antonio, frate cappuccino, la cui tomba è davanti all'altare maggiore. Fu costruita tra il 1626 e il 1631 su progetto di Michele da Bergamo: una navata con cinque cappelle per lato, piena di pittura barocca.

Il quadro più celebre è il San Michele Arcangelo che scaccia Lucifero di Guido Reni. Secondo il biografo Malvasia il diavolo ha il volto del cardinale Pamphilj, il futuro Innocenzo X, che anni prima aveva messo i bastoni tra le ruote al pittore.

Ci sono anche una Natività di Giovanni Lanfranco, il San Francesco che riceve le stimmate del Domenichino e la tomba del principe polacco Alessandro Sobieski, figlio del vincitore dei turchi a Vienna: la sua presenza fu il solo motivo per cui il complesso si salvò dalla demolizione.

Il museo, nell'antica sacrestia, raccoglie oggetti sacri e opere legate ai cappuccini. Il pezzo più prezioso è un San Francesco in meditazione, attribuito a Caravaggio.

Un tempo il complesso stava in una zona di campagna. Il campanile e il grande convento furono demoliti dopo l'Unità, per aprire via Veneto e fare spazio a un ministero; il convento è stato ricostruito accanto alla chiesa nel 1925.

Da non perdere
• Le cinque cappelle della cripta.
• I frati mummificati.
• Il San Michele di Guido Reni.
• Il San Francesco in meditazione.

Lo sapevi?
• Ossari simili si trovano a Milano, a Kutná Hora in Repubblica Ceca e a Évora, in Portogallo.
• Nella chiesa sono conservati il corpo di Felice da Cantalice e la tomba di san Crispino da Viterbo.