Descrizione
Le Catacombe di Domitilla sono un cimitero cristiano scavato sotto la campagna della via Ardeatina, alla periferia sud di Roma. Gallerie su più piani corrono nel tufo, con tombe, cappelle e affreschi dal II al IV secolo.
Si scende nella basilica dei Santi Nereo e Achilleo, nata sulla tomba di due martiri e costruita tra il 390 e il 395. Una colonnina del ciborio mostra ancora la scena del martirio di Achilleo: un soldato che sta per decapitarlo.
Poi ci sono gli affreschi: la matrona Veneranda introdotta in paradiso dalla martire Petronilla, il Buon Pastore e un'Epifania con quattro Magi, rari da trovare. Il cubicolo di Ampliato ha pitture di soggetto pagano, in una tomba cristiana. Santa Petronilla era creduta figlia di san Pietro solo perché il suo nome sembrava derivare da Petrus.
Un'altra zona famosa è l'ipogeo dei Flavi: nato nel II secolo e in origine pagano, ha una galleria decorata su cui si aprono quattro nicchioni per i sarcofagi dei membri più importanti della famiglia.
Il nome è di una donna della famiglia degli imperatori. I Flavi erano la dinastia di Vespasiano e del Colosseo, ma alcuni di loro si convertirono al cristianesimo e furono perseguitati. Flavia Domitilla possedeva il terreno dove nacque il cimitero.
Qui cristiani e pagani riposarono a lungo fianco a fianco. Poi arrivarono i martiri: Nereo e Achilleo attirarono per secoli i pellegrini, e papa Damaso trasformò la loro cripta in basilica. Nel IX secolo le reliquie furono portate in città perché la campagna era diventata insicura.
La catacomba fu abbandonata e dimenticata, finché Antonio Bosio la riscoprì alla fine del Cinquecento. Nel 1965, pochi giorni prima della fine del Concilio Vaticano II, vi fu firmato il patto delle catacombe.
Le gallerie si distribuiscono in sette regioni, tutte precedenti a Costantino, e si sviluppano soprattutto su due piani, con un terzo e un quarto in alcune parti. Un'altra zona è la regione dello scalone del mosaico. Prima dell'ingresso sotterraneo, all'aperto, ci sono le tracce del cimitero più antico: colombari, mausolei e tombe del I secolo a.C.
Si scende nella basilica dei Santi Nereo e Achilleo, nata sulla tomba di due martiri e costruita tra il 390 e il 395. Una colonnina del ciborio mostra ancora la scena del martirio di Achilleo: un soldato che sta per decapitarlo.
Poi ci sono gli affreschi: la matrona Veneranda introdotta in paradiso dalla martire Petronilla, il Buon Pastore e un'Epifania con quattro Magi, rari da trovare. Il cubicolo di Ampliato ha pitture di soggetto pagano, in una tomba cristiana. Santa Petronilla era creduta figlia di san Pietro solo perché il suo nome sembrava derivare da Petrus.
Un'altra zona famosa è l'ipogeo dei Flavi: nato nel II secolo e in origine pagano, ha una galleria decorata su cui si aprono quattro nicchioni per i sarcofagi dei membri più importanti della famiglia.
Il nome è di una donna della famiglia degli imperatori. I Flavi erano la dinastia di Vespasiano e del Colosseo, ma alcuni di loro si convertirono al cristianesimo e furono perseguitati. Flavia Domitilla possedeva il terreno dove nacque il cimitero.
Qui cristiani e pagani riposarono a lungo fianco a fianco. Poi arrivarono i martiri: Nereo e Achilleo attirarono per secoli i pellegrini, e papa Damaso trasformò la loro cripta in basilica. Nel IX secolo le reliquie furono portate in città perché la campagna era diventata insicura.
La catacomba fu abbandonata e dimenticata, finché Antonio Bosio la riscoprì alla fine del Cinquecento. Nel 1965, pochi giorni prima della fine del Concilio Vaticano II, vi fu firmato il patto delle catacombe.
Le gallerie si distribuiscono in sette regioni, tutte precedenti a Costantino, e si sviluppano soprattutto su due piani, con un terzo e un quarto in alcune parti. Un'altra zona è la regione dello scalone del mosaico. Prima dell'ingresso sotterraneo, all'aperto, ci sono le tracce del cimitero più antico: colombari, mausolei e tombe del I secolo a.C.