Descrizione
La basilica di Santa Maria Maggiore è una delle quattro basiliche papali di Roma, sul colle Esquilino. È l'unica basilica di Roma ad aver conservato la sua struttura paleocristiana, anche se arricchita nei secoli da opere di ogni epoca.
All'interno colpiscono i mosaici del V secolo: lungo la navata le storie dell'Antico Testamento, il primo ciclo figurativo apparso in una chiesa romana, di cui restano 27 riquadri; sull'arco trionfale l'infanzia di Cristo, con un episodio tratto dai Vangeli apocrifi: gli idoli della città egiziana di Sotine cadono a terra al passaggio del Bambino.
Più in alto, il soffitto a cassettoni dorati voluto da Rodrigo Borgia, con il suo stemma al centro. La navata è divisa dalle navate laterali da colonne antiche di spoglio.
Due grandiose cappelle si fronteggiano: la Cappella Sistina, voluta da Sisto V e disegnata da Domenico Fontana, con marmi policromi e colonne del Settizonio, e la Cappella Paolina, di Paolo V, a croce greca grande come una piccola chiesa, che custodisce l'icona della Salus populi romani.
Sotto l'altare papale, nella Confessione, un reliquiario di cristallo conserva le reliquie della culla della natività. Nel museo della basilica si vedono le statue del presepe di Arnolfo di Cambio, del 1292, e le sale scavate sotto il pavimento, con tracce di affreschi relativi a un calendario agricolo.
Fuori, il campanile romanico di 75 metri domina il colle ed è il più alto di Roma. La basilica ha due facciate: quella principale, con il portico e la loggia delle Benedizioni, è di Ferdinando Fuga (1741-43); sull'altro lato, verso piazza dell'Esquilino, c'è l'abside seicentesca di Rainaldi.
Una nevicata in piena estate, il 5 agosto, sull'Esquilino. Secondo la tradizione, la Madonna l'aveva annunciata in sogno a papa Liberio, che tracciò nella neve il perimetro della nuova chiesa. Ogni anno, quel giorno, dal soffitto scende una cascata di petali bianchi.
La leggenda è del IV secolo, ma la basilica di oggi la costruì Sisto III dal 432, dopo che il concilio di Efeso aveva proclamato Maria madre di Dio. Poi ogni epoca ha aggiunto qualcosa: l'abside e il mosaico del Duecento, il soffitto del Quattrocento, le cappelle grandiose del Cinque e del Seicento.
Qui riposano otto papi, e dal 2025 anche papa Francesco, sepolto per sua volontà lungo la navata sinistra, vicino all'altare di san Francesco d'Assisi. Bernini è sepolto qui con una semplice scritta sul gradino accanto all'altare maggiore.
Da non perdere
• I mosaici del V secolo.
• Il soffitto dorato.
• La Cappella Paolina.
• Il presepe di Arnolfo.
• La tomba di papa Francesco.
Lo sapevi?
• L'oro del soffitto, dice la tradizione, fu il primo arrivato dalle Americhe, donato dal re di Spagna.
• Il re di Spagna è ancora oggi canonico onorario del capitolo della basilica.
• La Cappella Sforza, a fine Cinquecento, fu eseguita su disegno di Michelangelo.
All'interno colpiscono i mosaici del V secolo: lungo la navata le storie dell'Antico Testamento, il primo ciclo figurativo apparso in una chiesa romana, di cui restano 27 riquadri; sull'arco trionfale l'infanzia di Cristo, con un episodio tratto dai Vangeli apocrifi: gli idoli della città egiziana di Sotine cadono a terra al passaggio del Bambino.
Più in alto, il soffitto a cassettoni dorati voluto da Rodrigo Borgia, con il suo stemma al centro. La navata è divisa dalle navate laterali da colonne antiche di spoglio.
Due grandiose cappelle si fronteggiano: la Cappella Sistina, voluta da Sisto V e disegnata da Domenico Fontana, con marmi policromi e colonne del Settizonio, e la Cappella Paolina, di Paolo V, a croce greca grande come una piccola chiesa, che custodisce l'icona della Salus populi romani.
Sotto l'altare papale, nella Confessione, un reliquiario di cristallo conserva le reliquie della culla della natività. Nel museo della basilica si vedono le statue del presepe di Arnolfo di Cambio, del 1292, e le sale scavate sotto il pavimento, con tracce di affreschi relativi a un calendario agricolo.
Fuori, il campanile romanico di 75 metri domina il colle ed è il più alto di Roma. La basilica ha due facciate: quella principale, con il portico e la loggia delle Benedizioni, è di Ferdinando Fuga (1741-43); sull'altro lato, verso piazza dell'Esquilino, c'è l'abside seicentesca di Rainaldi.
Una nevicata in piena estate, il 5 agosto, sull'Esquilino. Secondo la tradizione, la Madonna l'aveva annunciata in sogno a papa Liberio, che tracciò nella neve il perimetro della nuova chiesa. Ogni anno, quel giorno, dal soffitto scende una cascata di petali bianchi.
La leggenda è del IV secolo, ma la basilica di oggi la costruì Sisto III dal 432, dopo che il concilio di Efeso aveva proclamato Maria madre di Dio. Poi ogni epoca ha aggiunto qualcosa: l'abside e il mosaico del Duecento, il soffitto del Quattrocento, le cappelle grandiose del Cinque e del Seicento.
Qui riposano otto papi, e dal 2025 anche papa Francesco, sepolto per sua volontà lungo la navata sinistra, vicino all'altare di san Francesco d'Assisi. Bernini è sepolto qui con una semplice scritta sul gradino accanto all'altare maggiore.
Da non perdere
• I mosaici del V secolo.
• Il soffitto dorato.
• La Cappella Paolina.
• Il presepe di Arnolfo.
• La tomba di papa Francesco.
Lo sapevi?
• L'oro del soffitto, dice la tradizione, fu il primo arrivato dalle Americhe, donato dal re di Spagna.
• Il re di Spagna è ancora oggi canonico onorario del capitolo della basilica.
• La Cappella Sforza, a fine Cinquecento, fu eseguita su disegno di Michelangelo.